Stupra e perseguita la ex: divieto di avvicinamento, che Giustizia è?

Un uomo di 50 anni, Italiano, è stato sottoposto alla misura cautelare di divieto di avvicinamento alla ex compagna, con l’accusa di stalking e violenza sessuale, al termine di un’indagine della Questura di Monza e dell’attivazione del codice rosso.
La ex fidanzata dell’uomo, monzese, lo ha denunciato sei mesi fa, dopo averlo lasciato per la sua eccessiva possessività e aggressività, e di essersi ritrovata pedinata e tormentata da oltre 70 messaggini al giorno, fino a subire uno stupro. Qualche giorno fa difatti, dopo essersi lasciata convincere dall’ex ad accompagnarlo a casa, per parlare di un presunto cambiamento del suo carattere e delle sue intenzioni, il 50 enne ha tentato di convincerla a riprendere la relazione e, al suo rifiuto, l’ha immobilizzata e costretta a subire un rapporto sessuale. Una volta terminato, la donna è uscita da casa del suo aggressore sconvolta, ha chiesto aiuto ed è stata portata in ospedale.

LA MIA OPINIONE

Divieto di avvicinamento… Davvero?
Chi ha scritto questa norma, ha idea di cosa sia uno stupro? No. È evidente che queste leggi siano scritte da uomini che di fondo pensano che sia colpa delle donne… Colpa nostra se lasciamo, se vogliamo indipendenza, se non abbiano voglia di avere qualcuno che si arroghi il diritto di dirci cosa fare, come e quando.

Le donne sono stanche di essere “rimesse al loro posto” da violenti, prevaricatori, arroganti e prepotenti, che l’unica cosa che hanno di davvero grande è la forza fisica.

 

Lo stupro equivale ad un omicidio, e come tale deve essere trattato.
Servono leggi che spediscano questi schifosi bastardi, perché questa è l’unica definizione che si meritano, nero su bianco,  direttamente in galera.

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