Vax vs “No Vax”, perchè?

Vaccinati e non vaccinati, una guerra a suon di illazioni, accuse e cattiveria, che non si era mai vista prima. Perché?

Si è perso il senso della misura, da entrambe le parti. Una buona parte della responsabilità di quello che oggi stiamo vivendo è delle Istituzioni, incapaci di ponderare a dovere le decisioni sulla gestione dell’emergenza e di comunicare con trasparenza e puntualità.

Andiamo per gradi. Il vaccino con tecnologia a Rna messaggero, secondo le dichiarazioni di noti esperti di tutto il mondo, era sul tavolo dei laboratori di mezzo mondo da oltre dieci anni. Perché non ce lo hanno comunicato subito? Come mai non ci hanno spiegato, in diretta a reti unificate, con un parterre internazionale di esperti, come sia stato concepito, ideato e realizzato? Era un dovere verso la popolazione, che notoriamente viene trattata come un gruppo di sudditi che debbono piegarsi al volere di chi “ne sa di più”, ma senza avere diritto alla conoscenza, per lo meno basilare, di ciò che questi “saggi” hanno deciso.

Quali e quanti studi sono stati effettuati, prima di decidere quale tipo di vaccino scegliere per tutti, lo abbiamo appreso a “spizzichi e bocconi”, quando la richiesta della popolazione è sempre stata quella di potersi riferire al proprio medico di fiducia per capire quale fosse il più giusto per loro. Sapete quale sia la regione con il più alto tasso di vaccinati in Italia? Il Lazio. Come mai? Perché in questa regione è stata concessa la scelta sulla tipologia di vaccino, un atto di apertura e fiducia, che è stato ampiamente ripagato.

Conosciamo bene quali siano le fasce di popolazione a maggior rischio per i danni da Covid-19, e ancora oggi mi domando perché, fin dal principio, non si sia posto l’obbligo vaccinale per le fasce di età più a rischio e per le persone “fragili”. Questo avrebbe comportato una copertura totale di coloro che, ancora oggi, finiscono in terapia intensiva, a fronte di una richiesta di volontarietà del resto della popolazione che, forte di una comunicazione chiara e trasparente e di un esonero per coloro che secondo gli specialisti di riferimento avrebbero dovuto evitare, a mio avviso avrebbe risposto con maggiore entusiasmo e partecipazione, sia per proteggere sé stessa che gli altri.

Una “chiamata alle armi”, questo avrebbe dovuto essere la campagna vaccinale, non una “caccia alle “streghe”. Chiaro, nel mondo esistono anche persone egoiste, che a nessuno stimolo rispetto al fare qualcosa per la collettività (dove sono inclusi anche i rispettivi nonni e genitori eh, sia ben inteso), se ne fregano, ma sono la minoranza. La maggioranza avrebbe risposto, ne sono certa, invece di finire preda di deliri suggeriti dalle peggiori tesi complottistiche che, mi dispiace, dall’altro lato non hanno trovato una sana e forte risposta e fiducia. Sarebbe stato tanto complesso suggerire qualche esame preventivo per gli scettici, a pagamento per carità, per sgombrare il campo alla paura? Tutto lasciato al singolo, così come la risposta agli eventi avversi, dove centinaia di persone che credono alla vaccinazione, pretendono però assistenza. Il vuoto.

Ormai tutti noi sappiamo che il vaccino protegge, seppur non al 100%, dalle reazioni gravi alla malattia, ma non sappiamo per quanto, non sappiamo quanto effettivamente questa situazione rimarrà nel limbo dell’incertezza. E non è colpa delle persone o dello stesso vaccino, ma di chi avrebbe dovuto guidarci in questo momento difficile. La colpa è di quelle stesse persone che si ostinano a sostenere che il Green Pass sia una misura scientifica, quando non lo è affatto. Noi vaccinati dobbiamo costantemente osservare le misure di sicurezza, come la mascherina, e controllarci periodicamente, perché possiamo trasmettere il virus. Con quale probabilità? Io non lo so… Perché chi avrebbe dovuto dircelo ha lanciato i numeri come a tombola, e di certo questo non gli fa onore.

Quelle stesse persone che avrebbero dovuto ragionare con calma, approntare un piano mai aggiornato, prima di avviare una campagna vaccinale, sono le stesse che non hanno voluto ragionare sulla cura domiciliare precoce, che ancora oggi viene demonizzata senza un perché, con relazioni e proposte ferme “per essere vagliate” al Ministero da oltre un anno.

In ultimo però, mi rivolgo anche a chi per “principio”, senza alcuna necessità clinica, ancora oggi si rifiuta di ragionare sulla prevenzione e la profilassi, per “protesta”. Tutti siamo titubanti rispetto alle vaccinazioni per i bambini, abbiamo ragione? Abbiamo torto? Chi lo sa… Non abbiamo ancora ricevuto chiare comunicazioni, come al solito, ma non saremmo qui a parlarne se questa parte di popolazione avesse effettuato la vaccinazione, se gli anziani a rischio fossero stati obbligati a farla. Anche questa si chiama coscienza civica.

Pensiamoci, tutti.

Valentina Rigano

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